Quali sono le professioni con i tassi di infedeltà più alti, secondo la psicologia?

Avete presente quando il vostro partner torna a casa distrutto dopo l’ennesima giornata infernale in ufficio, si butta sul divano e a malapena vi risponde con dei grugniti? Ecco, quel momento lì potrebbe essere più pericoloso per la vostra relazione di quanto pensiate. Non perché il vostro lui o la vostra lei sia una cattiva persona, ma perché alcuni lavori sono letteralmente dei tritacarne per le coppie.

Partiamo subito col dire una cosa: nessuno vuole puntare il dito contro intere categorie professionali urlando “al lupo al lupo”. Ma i numeri parlano chiaro, e quando più indagini arrivano alle stesse conclusioni, forse vale la pena ascoltare. Diverse ricerche condotte negli ultimi anni hanno evidenziato che alcune professioni sembrano avere tassi di infedeltà più alti di altre. E no, non stiamo parlando di roba scritta sulla Settimana Enigmistica, ma di dati raccolti da migliaia di persone.

La Classifica che Nessuno Voleva Vedere

Victoria Milan, una piattaforma di incontri per persone impegnate, ha intervistato oltre cinquemilacinquecento donne chiedendo loro qual era il loro lavoro. I risultati? Sul podio delle professioni più a rischio tradimento troviamo al primo posto chi lavora nel settore finanziario: broker, trader, gente che maneggia soldi tutto il giorno. Medaglia d’argento per piloti e assistenti di volo. Bronzo per medici e infermieri. Al quarto posto salgono manager e dirigenti aziendali.

Ma c’è un dato ancora più interessante che è saltato fuori: il sessantacinque percento delle persone intervistate ha ammesso che la storia extraconiugale è cominciata proprio sul posto di lavoro. Due persone su tre. Non al bar, non in palestra, non su Tinder. In ufficio, in ospedale, in aereo, durante quella trasferta a Milano.

E non è finita. L’Institute for Family Studies ha scoperto che gli uomini che ricoprono posizioni di alto prestigio sociale – pensate a un primario, a un amministratore delegato, a un chirurgo – hanno una probabilità del diciotto percento di tradire, significativamente più alta rispetto a chi fa lavori considerati meno prestigiosi. Il potere, insomma, non corrompe solo nella politica.

Ma Perché Proprio Questi Lavori?

Ora, la domanda da un milione di euro è: cosa hanno in comune un broker, un pilota e un medico? A parte lo stipendio niente male, intendo. La risposta sta in una combinazione letale di fattori che trasformano questi ambienti lavorativi in vere e proprie polveriere per le relazioni.

Lo Stress che Uccide l’Amore Piano Piano

Partiamo dal primo nemico: lo stress. E non stiamo parlando dello stress tipo “oddio ho finito il latte”, ma di quello pesante, quello che ti fa svegliare alle tre di notte con il cuore che batte all’impazzata pensando a quella operazione finanziaria da chiudere o a quel paziente in terapia intensiva.

Gli psicologi lo chiamano “carico di lavoro mentale”, una definizione scientifica per dire che il tuo cervello è così pieno di roba che non c’è più spazio per nient’altro. Quando torni a casa dopo una giornata del genere, il tuo partner ti racconta che il gatto ha vomitato sul tappeto e tu vorresti solo essere su un’isola deserta. Da solo.

Le ricerche dimostrano che le coppie dove uno o entrambi i partner hanno un carico di lavoro mentale elevato mostrano più conflitti, meno comunicazione positiva e una generale erosione della qualità della relazione. È come se lo stress divorasse lentamente tutte le energie che dovresti investire nel rapporto, lasciandoti svuotato come una batteria scarica. E quando la relazione di casa non ti soddisfa più emotivamente, il cervello inizia a guardare altrove.

Sempre in Giro: La Geografia dell’Infedeltà

Piloti e assistenti di volo meritano un capitolo a parte. Questi professionisti vivono letteralmente in due mondi paralleli. Lunedì sei a Roma con tua moglie che ti chiede di portare fuori la spazzatura, martedì sei a Singapore con una collega che capisce perfettamente quanto sia stressante quel volo transoceanico.

La distanza fisica si trasforma rapidamente in distanza emotiva. Non è cattiveria, è matematica: se passi più ore con i tuoi colleghi che con il tuo partner, se condividi con loro le esperienze più intense della tua giornata, si crea quello che gli esperti chiamano una “bolla relazionale alternativa”. In pratica, una vita parallela dove le regole del matrimonio sembrano non applicarsi perché sei letteralmente in un altro posto.

E c’è un altro aspetto: quando sei in trasferta, sei la versione migliore di te stesso. Vestito bene, concentrato sul lavoro, carico di adrenalina. Non sei quello in pigiama che dimentica di comprare il pane. È facile sentirsi attratti da qualcuno quando non deve vederti spazzolare i denti o litigare per chi deve pulire il bagno.

Il Lato Oscuro del Successo

Veniamo ora al tema spinoso: potere e prestigio. Perché i CEO, i primari, i manager di alto livello tradiscono di più? La risposta non è semplicemente “perché possono”, anche se diciamocelo, quella è una parte della storia.

Chi occupa posizioni di potere sviluppa una mentalità particolare. Sei abituato a prendere decisioni importanti, a essere ascoltato, a vedere persone che pendono dalle tue labbra. Quando il tuo assistente esegue ogni tuo ordine e i tuoi colleghi ti guardano con ammirazione, può diventare più facile pensare che anche le regole normali della relazione non ti riguardino completamente. È un senso di privilegio decisionale esteso: se decido per cento persone al lavoro, perché non dovrei decidere anche questo?

E poi c’è l’ammirazione. Un chirurgo rispettato, un manager di successo: queste persone sono circondate costantemente da ammirazione professionale. Confrontate questo con la realtà di casa, dove magari il partner ti vede sul divano con la pancia di fuori che guardi Netflix. Il contrasto è brutale. E l’ammirazione, diciamocelo, è un afrodisiaco potentissimo.

Camici Bianchi e Cuori Infranti

L’ambiente sanitario merita un discorso dedicato perché qui si mescolano tutti gli ingredienti della tempesta perfetta. Medici e infermieri lavorano in situazioni di intensità emotiva estrema. Salvano vite, affrontano la morte, gestiscono emergenze dove ogni secondo conta.

Quando condividi con un collega esperienze così cariche emotivamente, quando piangete insieme per un paziente che non ce l’ha fatta o esultate per uno salvato all’ultimo momento, si crea un legame che va oltre la normale amicizia professionale. È un’intimità costruita sull’adrenalina e sulle emozioni più intense che un essere umano possa provare.

Aggiungete i turni massacranti, le notti in ospedale, lo stress continuo. Il partner a casa, per quanto comprensivo, semplicemente non può capire fino in fondo. Non era lì quando avete intubato quel paziente Covid alle tre di notte. Il vostro collega sì. E questa comprensione profonda può facilmente trasformarsi in qualcos’altro.

Soldi, Rischio e Adrenalina: Il Mondo della Finanza

Broker, trader e chi lavora nel settore finanziario vive in un ambiente completamente diverso ma ugualmente esplosivo. Gestiscono cifre che la maggior parte delle persone non vedrà mai nella vita, prendono decisioni in frazioni di secondo che possono significare guadagnare o perdere milioni.

Questo produce un flusso costante di adrenalina e cortisolo, gli ormoni dello stress. Il corpo è sempre in modalità allerta, sempre pronto a reagire. E quando vivi costantemente in questo stato, cerchi valvole di sfogo. Per alcuni è lo sport estremo, per altri l’alcol, per altri ancora potrebbero essere relazioni che offrono un diverso tipo di scarico emotivo.

Quale di queste professioni ti insospettirebbe in una relazione?
Medico
Pilota
Broker
Manager aziendale
Infermiere

Ma c’è anche un aspetto culturale. L’ambiente finanziario valorizza il rischio, la competitività, il brivido della scommessa. “No risk, no reward” non è solo un motto da Wall Street, è una filosofia di vita. E non è difficile capire come questa mentalità possa estendersi anche alla sfera personale: se rischi milioni ogni giorno, rischiare anche la tua relazione può sembrare solo un altro azzardo calcolato.

I Meccanismi Nascosti Dietro il Tradimento da Lavoro

Ora facciamo un passo indietro e guardiamo i meccanismi psicologici generali che collegano questi ambienti lavorativi all’infedeltà. Primo: il coping disfunzionale. È un termine fancy per dire che quando sei stressato, il cervello cerca modi per gestire questo stress. Alcuni sono sani – andare a correre, parlare con un amico, meditare. Altri sono disfunzionali – bere troppo, usare droghe, o cercare gratificazioni immediate in una relazione extraconiugale.

L’infedeltà può diventare una via di fuga temporanea dalla pressione lavorativa. Un modo per sentirsi desiderati, apprezzati, vivi. Non giustifica nulla, ovviamente, ma spiega perché certe persone cadono in questa trappola.

Secondo: l’opportunità strutturale. Non è cinismo, è pura statistica. Se passi otto, dieci, dodici ore al giorno in un ufficio pieno di persone interessanti con cui condividi obiettivi e sfide, la probabilità che nasca un’attrazione aumenta esponenzialmente. È lo stesso motivo per cui tantissime coppie si formano sul lavoro. La differenza è che quando sei già impegnato, questa dinamica diventa un problema.

Terzo: la compartimentalizzazione psicologica. Chi lavora in ambienti ad alta pressione impara a separare mentalmente diverse aree della vita. È una capacità utile: ti permette di lasciare i problemi in ufficio quando torni a casa. Ma la stessa abilità può essere usata per giustificare comportamenti contraddittori, creando una “doppia vita” mentale dove quello che fai nella bolla lavorativa non conta per la vita domestica.

Attenzione: Non È una Sentenza di Condanna

Prima che qualcuno inizi a pianificare il divorzio perché il partner è un medico o un pilota, fermiamoci un attimo. Fare uno di questi lavori non ti trasforma automaticamente in un fedifrago seriale. La stragrande maggioranza delle persone in queste professioni mantiene relazioni assolutamente fedeli e soddisfacenti per tutta la vita.

Quello che questi dati ci dicono è che certi ambienti lavorativi creano condizioni che possono mettere sotto pressione anche le relazioni più solide. Sono fattori di rischio, non condanne. È come dire che fumare aumenta il rischio di cancro ai polmoni: verissimo statisticamente, ma tutti conosciamo qualcuno che ha fumato tutta la vita ed è vissuto fino a novant’anni.

Le variabili personali contano tantissimo. Una persona con un forte senso di impegno verso la relazione, buone capacità di gestione dello stress e confini chiari tra vita professionale e personale può lavorare in finanza per trent’anni senza mai tradire. Al contrario, qualcuno con problemi relazionali preesistenti potrebbe tradire anche facendo il bibliotecario.

Come Proteggere la Propria Relazione

Se tu o il tuo partner rientrate in una di queste categorie professionali, la consapevolezza è già metà della soluzione. Significa riconoscere quando lo stress lavorativo sta erodendo la qualità della vostra relazione prima che sia troppo tardi.

Primo punto: comunicazione. Lo so, suona banale, ma è fondamentale. Molte coppie cadono nella trappola del “non voglio preoccuparlo con i miei problemi di lavoro” o del “tanto non capirebbe”. Questa distanza comunicativa è esattamente il terreno dove germogliano i problemi. Non serve raccontare ogni dettaglio della giornata, ma condividere come ti senti, cosa ti preoccupa, cosa ti entusiasma.

Secondo: investire attivamente nella relazione, anche quando sembra impossibile. Non servono le Maldive ogni weekend. Bastano venti minuti al giorno senza telefono, dove parlate davvero di come state, non solo di chi deve portare i bambini a calcio. Una passeggiata dopo cena. Una cena fuori una volta alla settimana. Piccoli rituali che mantengono viva la connessione.

Terzo: riconoscere i segnali di allarme. L’attrazione verso un collega è normale – siamo esseri umani, non robot. Il problema inizia quando cominci a nutrire quell’attrazione, a cercare scuse per passare più tempo con quella persona, a condividere con lei cose intime che non condividi più con il partner. Se ti ritrovi a pensare più al collega che al partner, o a paragonarli, è il momento di fermarti e fare un check della situazione.

Uno Specchio della Nostra Società

Questi dati sull’infedeltà legata alle professioni ci raccontano anche qualcosa di più ampio sulla società in cui viviamo. Siamo arrivati a un punto dove il lavoro occupa uno spazio così centrale nelle nostre vite da cannibalizzare tutto il resto. Passiamo più tempo in ufficio che con chi amiamo. Investiamo più energie nella carriera che nella relazione. Misuriamo il nostro valore in termini di successo professionale più che di qualità dei legami.

Non sorprende quindi che il posto di lavoro diventi anche il palcoscenico dei nostri drammi sentimentali. È lì che siamo più presenti, più vivi, più coinvolti. È lì che diamo il meglio di noi stessi, mentre a casa arriviamo esausti, svuotati, con le briciole delle nostre energie.

Forse questi numeri sono anche un campanello d’allarme su come abbiamo strutturato le priorità come società. Quando chiediamo ai professionisti di essere sempre reperibili, di viaggiare costantemente, di sacrificare tutto sull’altare della produttività, stiamo anche creando le condizioni perfette per la fragilità delle relazioni.

Alla fine, questi studi ci mostrano una verità scomoda: il tradimento spesso non è solo una questione di cattiveria o debolezza morale. È il risultato di una combinazione complessa di fattori ambientali, psicologici e situazionali che si intersecano in modi pericolosi. Questo non significa giustificare il tradimento – assolutamente no. Alla fine della giornata, sono sempre le persone a fare delle scelte. L’ambiente può aumentare le tentazioni e creare difficoltà, ma non costringe nessuno a tradire. C’è sempre un momento in cui una persona decide di attraversare quel confine.

Però capire questi meccanismi ci aiuta a essere più consapevoli, più attenti, più proattivi. Se sappiamo che certi fattori mettono sotto pressione la relazione, possiamo lavorarci sopra prima che il danno sia fatto. Possiamo costruire relazioni più resilienti, più capaci di resistere alle tempeste del mondo lavorativo moderno. E forse, solo forse, possiamo anche iniziare a ripensare come strutturiamo il lavoro stesso, creando ambienti che non siano così distruttivi per la vita personale delle persone.

Quindi sì, alcune professioni sembrano correlate a tassi più alti di infedeltà. Ma questa non è una condanna, è un invito alla consapevolezza. Un promemoria che le relazioni, come i giardini, hanno bisogno di cura costante per fiorire. Specialmente quando le condizioni ambientali sono difficili.

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