Cosa significa se una persona tradisce ripetutamente, secondo la psicologia?

C’è chi tradisce una volta e si pente fino alla fine dei suoi giorni. E poi c’è chi tradisce, giura che non succederà mai più, e tre mesi dopo eccolo lì a ripetere lo stesso copione. Se pensate che questa seconda categoria sia semplicemente fatta di persone senza scrupoli o con un surplus di testosterone, preparatevi a cambiare idea. La psicologia del tradimento seriale ci sta raccontando una storia completamente diversa, e spoiler: è molto più triste di quanto sembri.

Quando parliamo di chi tradisce ripetutamente, non stiamo parlando di gente che si alza la mattina pensando “oggi rovino la vita del mio partner”. Stiamo parlando di persone che portano dentro ferite talmente profonde da sabotare sistematicamente ogni relazione che costruiscono. E prima di puntare il dito, forse vale la pena capire cosa diavolo sta succedendo nella loro testa.

I Numeri Non Mentono: Il Tradimento È una Droga che Crea Dipendenza

Partiamo da un dato che fa venire i brividi. Secondo uno studio pubblicato nel 2017 sugli Archives of Sexual Behavior dal ricercatore Knopp e i suoi colleghi, chi tradisce ha una probabilità tre volte maggiore di tradire anche nella relazione successiva. Tre volte. Non stiamo parlando di un po’ più probabile, stiamo parlando del triplo.

Questo significa che il tradimento non è quasi mai un incidente isolato, un errore una tantum dovuto alle circostanze. È un pattern comportamentale, uno schema che si ripete come una maledizione. È come se, una volta scoperta questa strategia per gestire certe emozioni difficili, il cervello la catalogasse come soluzione valida e continuasse a riproporla ogni volta che le cose si fanno complicate.

Ma perché? Cosa spinge qualcuno a rovinare relazione dopo relazione, partner dopo partner? La risposta sta molto più in profondità di quanto possiamo immaginare.

Tutto Comincia dall’Infanzia: Il Vuoto che Nessun Partner Può Riempire

Gli psicologi che si occupano di dinamiche relazionali hanno individuato un filo conduttore in chi tradisce compulsivamente: ferite infantili mai rimarginate. Stiamo parlando di abbandoni, di genitori emotivamente assenti, di esperienze di rifiuto che hanno lasciato cicatrici invisibili ma devastanti.

Chi tradisce ripetutamente spesso ha sviluppato durante l’infanzia quella che viene definita insicurezza profonda. Questi bambini sono cresciuti pensando di non essere abbastanza, di non meritare l’amore, di essere fondamentalmente difettosi. E da adulti, quella vocina non se n’è mai andata.

Il risultato? Una persona con un serbatoio emotivo perennemente bucato. Non importa quanto amore riceva dal partner: quella sensazione di vuoto, di inadeguatezza, di non essere davvero amabile continua a tormentarla. E così inizia a cercare conferme esterne, ancora e ancora, in un ciclo che sembra non avere mai fine. Ogni nuova conquista è come un cerotto su una ferita che non smette mai di sanguinare.

La Paura dell’Intimità: Quando Amare Troppo Diventa Terrificante

Ecco la parte che sembra assurda ma è scientificamente documentata: molte persone che tradiscono ripetutamente amano davvero i loro partner. Sì, avete capito bene. Non tradiscono perché non provano sentimenti, ma per un meccanismo psicologico molto più contorto.

Gli esperti spiegano che alcune persone tradiscono proprio quando la relazione diventa più intima e profonda. Quando le difese si abbassano, quando il partner inizia a conoscerli veramente, quando l’amore diventa così intenso da renderli vulnerabili, scatta un campanello d’allarme interno. È come se il cervello gridasse: “Pericolo! Ti stai esponendo troppo! Potresti essere ferito!”

Così tradiscono. Non per mancanza d’amore, ma perché l’amore li terrorizza. Il tradimento diventa un modo per creare quella che gli psicologi chiamano “distanza di sicurezza”. È un autosabotaggio relazionale in piena regola: meglio distruggere io la relazione piuttosto che aspettare che sia lei a distruggermi. O almeno, questa è la logica distorta che opera nel loro inconscio.

Gli Stili di Attaccamento che Condannano le Relazioni

La teoria dell’attaccamento sviluppata dallo psicologo John Bowlby ci aiuta a capire meglio questo meccanismo. Le persone con stili di attaccamento insicuri tradiscono di più, formatisi durante l’infanzia in risposta a relazioni primarie instabili o dannose.

Esistono due varianti principali. C’è lo stile evitante, tipico di chi ha paura dell’intimità e usa il tradimento per mantenere le distanze emotive. E poi c’è lo stile ansioso, caratteristico di chi ha un bisogno insaziabile di rassicurazioni e cerca validazione costante attraverso nuove conquiste. In entrambi i casi, il risultato è lo stesso: relazioni destinate a implodere.

La Fame Insaziabile di Conferme: Quando una Persona Non Basta Mai

Molti serial cheaters all’esterno sembrano sicuri di sé, carismatici, affascinanti. Ma dentro portano un senso di inadeguatezza devastante. Questa contraddizione è al centro del meccanismo psicologico che alimenta il tradimento seriale.

Ogni nuova conquista diventa una prova temporanea del proprio valore. “Vedi? Sono desiderabile. Valgo qualcosa.” È come una droga: l’effetto dura poco, poi serve una nuova dose. E il partner stabile, per quanto amorevole, non può fornire quella scarica di adrenalina, quella validazione immediata che arriva dalla seduzione di qualcuno di nuovo.

Questa fame di conferme esterne ha poco a che fare con il sesso in sé. Si tratta di un tentativo disperato di placare quell’ansia costante che sussurra “non sei abbastanza”. Ma funziona solo per un attimo. Dopo la conquista, dopo il brivido della novità, il vuoto ritorna più grande di prima, e il ciclo ricomincia.

Come la Mente Giustifica l’Ingiustificabile: Il Grande Inganno

Un aspetto affascinante e inquietante del tradimento seriale è il meccanismo di razionalizzazione che si attiva. La nostra mente è incredibilmente brava a creare narrative che ci permettano di continuare a vederci come persone buone, anche quando facciamo cose che contraddicono profondamente questa immagine.

Cosa ti inquieta di più del tradimento seriale?
La ciclicità ossessiva
Le ferite infantili irrisolte
La paura dell’intimità
L’illusione di amore sincero

Chi tradisce ripetutamente sviluppa un sistema elaborato di giustificazioni. “Il mio partner mi trascura”, “È solo sesso, non significa nulla”, “Io amo davvero il mio partner, questo è diverso”, “Ho bisogno di sentirmi vivo”, “Non sto facendo male a nessuno se non lo scopre”. Queste narrative servono a ridurre quella che gli psicologi chiamano dissonanza cognitiva, il disagio mentale che proviamo quando le nostre azioni contraddicono i nostri valori.

Ma attenzione: questa razionalizzazione non è cinismo calcolato. È un vero e proprio meccanismo di difesa psicologica. La mente sta cercando di proteggere l’immagine che la persona ha di sé, evitando il confronto doloroso con le proprie contraddizioni e vulnerabilità.

Non Tutti i Tradimenti Sono Seriali: La Differenza che Fa la Differenza

È fondamentale fare una distinzione importante, spesso ignorata. Non tutti i tradimenti rientrano nel pattern compulsivo che abbiamo descritto finora. Esiste una differenza sostanziale tra un tradimento occasionale, legato a circostanze specifiche o a un momento di crisi, e un pattern seriale che si ripete indipendentemente dal partner o dalla qualità della relazione.

Il tradimento occasionale può essere dovuto a fattori situazionali: una crisi di coppia profonda, un momento di particolare vulnerabilità, una combinazione di circostanze eccezionali. Non è meno doloroso per chi lo subisce, ma risponde a dinamiche diverse e ha prognostiche diverse.

Il tradimento seriale, invece, è un pattern che attraversa relazioni diverse, partner diversi, situazioni diverse. Si ripete come un copione già scritto, prescindendo dalle caratteristiche specifiche della relazione. Questo tipo di comportamento indica chiaramente la presenza di questioni psicologiche irrisolte che necessitano di un intervento specialistico.

Si Può Uscirne? La Buona Notizia Esiste

La risposta è sì, ma richiede un lavoro profondo e spesso doloroso su se stessi. Il tradimento seriale non è una condanna a vita, ma uscirne richiede tre passaggi fondamentali.

Il primo è il riconoscimento del pattern. Finché una persona continua a vedere ogni tradimento come un episodio isolato, il ciclo continuerà. Riconoscere che esiste un filo conduttore, un meccanismo ricorrente, è il primo passo verso il cambiamento.

Il secondo è esplorare le radici profonde del comportamento, idealmente con l’aiuto di un terapeuta specializzato. Cosa sto davvero cercando quando tradisco? Quale vuoto sto tentando di riempire? Quale paura sto evitando? Questo lavoro di introspezione può portare alla luce quelle ferite infantili e quegli schemi disfunzionali che alimentano il comportamento.

Il terzo è sviluppare strategie alternative per gestire le emozioni difficili. Imparare a tollerare la vulnerabilità invece di fuggire. Costruire un senso del proprio valore più solido, che non dipenda dallo sguardo ammirato di nuove conquiste. Sviluppare la capacità di intimità emotiva senza farsi prendere dal panico.

Per Chi Sta Dall’Altra Parte: Riconoscere i Segnali e Proteggere Se Stessi

Se siete il partner di qualcuno che tradisce ripetutamente, ci sono alcune verità che dovete ascoltare. Prima di tutto: non è colpa vostra. Il tradimento seriale ha radici che precedono la vostra relazione di anni, spesso di decenni. Non importa quanto siate attraenti, comprensivi, disponibili: non potete riempire un vuoto che si è formato nell’infanzia del vostro partner.

Le promesse di cambiamento senza un lavoro concreto su di sé raramente si traducono in cambiamenti reali. Se il vostro partner vi chiede “un’altra possibilità” ma non è disposto a intraprendere un percorso terapeutico serio, le probabilità che tradisca di nuovo sono statisticamente molto alte. Ricordate quello studio: tre volte più probabile.

E soprattutto: avete il diritto di andarvene. Rimanere in una relazione dove venite traditi ripetutamente, nella speranza che questa volta sarà diverso, può diventare tossico per la vostra salute mentale. Comprendere le motivazioni psicologiche dietro il tradimento del partner può aiutarvi a non prendere la cosa sul personale, ma non vi obbliga minimamente a restare.

Quello che emerge da questa analisi è un quadro complesso e spesso doloroso. Il tradimento seriale raramente è una questione di semplice immoralità o mancanza di valori. Dietro questo comportamento si nascondono spesso ferite profonde, paure radicate, bisogni emotivi che risalgono all’infanzia e che non sono mai stati elaborati.

Questo non giustifica il tradimento né minimizza il dolore devastante di chi lo subisce. Il tradimento causa ferite profondissime, mina la fiducia, distrugge la sicurezza emotiva. Chi viene tradito ripetutamente sperimenta un trauma relazionale che può richiedere anni per essere elaborato. Comprendere le motivazioni psicologiche non cancella la responsabilità personale di chi tradisce né il diritto sacrosanto di chi viene tradito di provare rabbia, dolore e di decidere di chiudere definitivamente la relazione.

Significa però guardare al fenomeno con maggiore complessità, riconoscendo che spesso chi tradisce ripetutamente sta soffrendo tanto quanto chi viene tradito, intrappolato in un ciclo autodistruttivo che sabota sistematicamente ogni possibilità di costruire quella intimità profonda che, paradossalmente, desidera disperatamente. La consapevolezza è sempre il primo passo. Sia che siate voi a ripetere questo pattern distruttivo, sia che siate coinvolti con qualcuno che lo manifesta, riconoscere i meccanismi, comprenderli, nominarli è l’inizio di un percorso che può portare a relazioni più autentiche e sane. Richiede coraggio, vulnerabilità, lavoro su se stessi. Ma l’alternativa è continuare a ripetere gli stessi schemi aspettandosi risultati diversi.

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